E’ IMPORTANTE LA DIAGNOSI PRECOCE ?

Ogni adulto dovrebbe sottoporsi almeno una volta nella vita ad un esame della cute da parte di un dermatologo esperto, anche o soprattutto in assenza di sintomi, al fine di definire la ‘normalità’ della sua cute e avere un riferimento per riconoscere tempestivamente la comparsa del melanoma e anche di identificare eventuali lesioni sospette, che debbono essere asportate per formulare la diagnosi finale che, in questi casi, è sempre istologica.

La diagnosi precoce è l’arma più efficace nella lotta contro il melanoma: se riconosciuta in tempo, infatti, questa malattia può essere sconfitta. Da questo punto di vista, è molto importante anche l’autoesame della cute per imparare a conoscere la propria pelle e individuare nuove formazioni o altre modificazioni.

COME SI FORMULA LA DIAGNOSI ?

Nel caso in cui si accertino modificazioni della cute o di un neo, è importante recarsi rapidamente dal medico curante, che procede alla visita e se sospetta che la lesione possa essere un melanoma richiede il consulto dello specialista dermatologo per una approfondita valutazione ed eventuale esecuzione di ulteriori esami.

Molto importante per la diagnosi precoce della malattia è la microscopia in epiluminescenza (o dermoscopia), un esame di semplice esecuzione che, mediante una telecamera o un oculare di ingrandimento, permette allo specialista di valutare la distribuzione delpigmento nella lesione, di stabilirne la pericolosità e di consigliare il trattamento più indicato. Quest’esame è utile anche per individuare le lesioni pigmentate ad alto rischio di trasformazione.

Una tecnica diagnostica innovativa, è rappresentata dalla microscopia confocale laser, che permette di valutare le lesioni cutanee appoggiando il microscopio direttamente sulla pelle del paziente. La risoluzione delle immagini così ottenute consente di visualizzare le strutture cellulari con un’accuratezza molto simile a quella dell’esame istologico tradizionale.

L’esame istologico è l’unica indagine che consente la diagnosi definitiva. Se il dermatologo ha il sospetto che un neo sia un melanoma, deve asportarlo chirurgicamente e interamente e inviarlo all’ anatomo-patologo per l’esame al microscopio che consente di accertare l’eventuale presenza di cellule tumorali. L’asportazione chirurgica del neo rappresenta l’unica possibilità per avere la certezza diagnostica. Solitamente viene eseguita ambulatorialmente con somministrazione di un anestetico locale.

QUANDO RICHIEDERE UN SECONDO PARERE?

Le decisioni sul trattamento sono complesse. A volte il paziente si sente tranquillo se può avere il parere di un altro medico sulla diagnosi e sul trattamento, ed un breve ritardo non pregiudica certo l’efficacia del trattamento.
Per sapere a chi rivolgersi per un consulto è possibile chiedere indicazioni:

  • al medico curante, che può consigliare un altro medico specialista nel trattamento del melanoma, per esempio un dermatologo, un oncologo, un chirurgo generale o plastico;
  • all’Ordine dei Medici della provincia, agli ospedali o alle scuole di medicina per avere i nomi di alcuni specialisti;
  • alla Società Italiana di Dermatologia, per avere i nomi degli specialisti che operano nella provincia/regione di residenza;
  • all’associazione A.I.Ma.Me, che è in grado di segnalare i centri per la cura dei tumori e altri istituti.

COS’ È LA STADIAZIONE DEL MELANOMA

Conoscere lo stadio e il grado del tumore è essenziale per lo specialista per stabilire il trattamento più idoneo. e la prognosi di ogni caso.

Lo Stadio descrive le caratteristiche del melanoma e la sua eventuale diffusione al di fuori della sede corporea in cui ha avuto origine. La stadiazione è una fase indispensabile per inquadrare correttamente i successivi passi terapeutici. Per una stadiazione completa, lo specialista può richiedere diversi esami. Se non sono presenti sintomi, possono essere sufficienti analisi del sangue, radiografia del torace, ecografia epatica e della (delle) stazioni linfonodali regionali, ossia più vicine, mentre indagini più approfondite possono essere richieste in casi eccezionali. Queste possono includere tomografia computerizzata (TC), risonanza magnetica o tomografia con emissione di positroni (PET).

Normalmente il melanoma è classificato secondo quattro stadi: gli stadi I e II escludono la presenza di metastasi, lo stadio III indica che sono presenti metastasi ai linfonodi regionali, mentre lo stadio IV indica la presenza di metastasi a distanza.

Una volta accertata la diagnosi ed effettuata la stadiazione del melanoma, lo specialista elabora un piano di trattamento su misura per le esigenze del paziente, tenendo conto di una serie di fattori che caratterizzano il paziente e il melanoma.

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