I fattori di rischio di ammalare di melanoma più importanti sono:

  • la predisposizione familiare,
  • l’aver sofferto di un precedente melanoma,
  • la presenza di più di 50 nei comuni sulla propria pelle,
  • la presenza sulla pelle di nei atipici,
  • l’appartenenza al fototipo 1-2 (soggetti che al sole non si abbronzano mai e si scottano molto facilmente).

Fototipi:
1 – si scotta sempre e non si abbronza mai
2 – si scotta spesso e si abbronza poco
3 – si scotta poco e si abbronza
4 –  non si scotta e si abbronza facilmente

L’ustione solare che è avvenuta o avviene in giovane età, in particolare in soggetti con fototipo 1 e 2 – vedi tabella fototipi), è il fattore di rischio ambientale considerato più importante di sviluppare nel corso della vita un melanoma.

La prevenzione primaria quindi prevede una corretta esposizione al sole evitando le ustioni solari soprattutto in giovane età.

A tale scopo è utile proteggersi con indumenti e ombrellone e evitando le ore centrali della giornata, mentre è bene usare le creme a schermo solare ma il loro uso non devo indurre a prolungare l’esposizione al sole. Esiste una eccessiva fiducia nei filtri solari inseriti nelle creme, perché purtroppo l’uso di tali filtri può indurre ad un maggior esposizione al sole perché essi evitano le scottature che dimostrano il danno alla cute.

Negli ultimi anni si sta sempre più diffondendo, soprattutto nei giovani, l’abbronzatura artificiale con lettini o docce solari nonostante anche i media diffondano raccomandazioni per un loro uso molto moderato. Anche questa è una pratica dannosa.

E’ stato dimostrato che l’uso ripetuto con frequenza dei lettini abbronzanti, soprattutto nei giovani con fototipo 1 e 2 rappresenta un rischio di sviluppare melanoma.

La prevenzione primaria tramite campagne di educazione capillarmente condotte ha fermato l’aumento di incidenza (numero di nuovi casi all’anno)di melanoma in Australia, paese con la maggior incidenza al mondo, anche negli USA si nota una sostanziale stabilità nei tassi di incidenza del melanoma.

Pertanto, ciò che è importante è imparare a conoscere la propria pelle e il suo comportamento al sole, osservare le proprie lesioni pigmentate ponendo attenzione all’epoca della loro insorgenza e controllarne l’evoluzione nel tempo. E’ quindi essenziale fare un autoesame della propria cute e nel caso si riscontri un neo irregolare di diametro superiore a 5 millimetri è necessario andare dal dermatologo di riferimento così com’è necessario riferirsi ad un dermatologo se si hanno molti nei (> 50), se si ha la pelle chiara e i capelli rossi o biondi.

Ma soprattutto è indispensabile riferirsi al dermatologo se si riscontra la comparsa di un nuovo neo dopo il 25/30 anni e se uno o più familiari sono stati affetti da  melanoma oppure se un neo già esistente sulla propria pelle si modifica e cambia il suo aspetto precedente secondo una o più delle seguenti caratteristiche:

A – la lesione è diventata asimmetrica che significa che una metà della lesione è diversa dall’altra metà.
B – si riscontra che i bordi della lesione sono frastagliati e/o irregolari ed evidenti mentre i bordi sfumati non costituiscono segni di allarme.
C – il colore è uniforme ma nero (ipercromico) o disuniforme e policromo, ma è fondamentale il confronto tra la lesione, che si dimostra essere diversa da tutte le altre presenti sulla cute.
D – le dimensioni della lesione sono di 5 millimetri o più nel diametro, in quanto il melanoma ha quasi sempre dimensioni maggiori di 5 millimetri.
E – la lesione ha subito una evoluzione: si è quindi modificata nel colore e/o nella dimensione e/o  nella forma entro 6-8 mesi.

Si ricorda che, per un efficace e corretto autoesame della propria pelle è necessario spogliarsi completamente e osservare tutta la superficie cutanea  facendosi aiutare da un familiare o tramite due specchi per evidenziare le zone meno accessibili.