LA DIFFUSIONE DEL MELANOMA IN ITALIA E NEL MONDO

Il melanoma costituisce circa il 5% di tutti i tumori maligni della pelle. Ogni anno sono diagnosticati circa 130.000 casi di melanoma nel mondo. In Italia si registrano ogni anno dai 6 ai 15 nuovi casi di melanoma ogni 100.000 abitanti. Pertanto, ogni anno si diagnosticano in Italia circa 7-8.000 nuovi casi di melanoma cutaneo.

CHE COSA E’ IL MELANOMA?

Il melanoma è un tumore maligno della cute, che origina da alcune cellule chiamate melanociti. Può insorgere in qualsiasi aree cutanea e in una percentuale dei casi nel contesto di un nevo preesistente o di un nevo congenito, ma più frequentemente compare sulla pelle sana.

Il melanoma si presenta generalmente come una macchia di colore marrone scuro-nero, con bordi irregolari e forma asimmetrica. In alcuni soggetti possono svilupparsi due o più melanomi. Nell’uomo la sede più frequentemente colpita (80% dei casi) è rappresentata dal tronco, mentre nella donna si localizza prevalentemente (50% dei casi) agli arti inferiori e, con frequenza minore, al tronco.

Per comprendere il melanoma è importante conoscere alcuni elementi di base relativamente alla cute e ai melanociti.

LA CUTE

La cute è l’organo più esteso di tutto il corpo umano. Si compone di due strati principali: l’epidermide (lo strato più superficiale) e il derma (lo strato più profondo).

L’epidermide è formata principalmente da cellule piatte, di aspetto simile a quello delle squame dei pesci che per questo sono definite cellule squamose. Al di sotto di queste, si trovano cellule di forma tondeggiante dette cellule basali. I melanociti sono contenuti nel derma. Questi sono cellule che producono e contengono la melanina che è il pigmento che conferisce alla cute la sua tipica colorazione. Gli individui di carnagione scura hanno più melanina di quelli di carnagione chiara.

MELANOCITI E I NEI (NEVI)

Dai melanociti dipende il normale colorito della pelle: quando ci esponiamo al sole, la pelle si abbronza, perché i raggi solari, in particolare gli ultravioletti, inducono la comparsa di sostanze tossiche, che sono catturate e ‘bruciate’ dai melanociti. Il prodotto finale di questa combustione è la melanina che, in piccole masserelle, viene eliminata attraverso le cellule più superficiali dell’epidermide, che assume, in tal modo, un colore più scuro che chiamiamo abbronzatura.

I melanociti sono di solito cellule singole nell’epidermide, ma possono anche crescere a grappolo formando ammassi di cellule benigne detti nei o nevi, che hanno l’aspetto di macchie più scure della pelle ma, a volte, sono color carne. E’ considerato normale che sulle pelle ci siano nei: ogni italiano ha in media 25 nei.

I nei sono di forma regolare: ovalare e rotonda, di colore tendente al marrone di varie tonalità e sono piani o rilevati sulla cute. Nello stesso individuo sono solitamente tutti molto simili per forma e colore. Raramente sono presenti alla nascita e nella grande maggioranza dei casi compaiono nei primi anni di vita. Nell’adulto di regola sono stabili, benché alcuni individui possano produrre nuovi nei anche dopo nell’età adulta. Tuttavia, se i nei comparsi sono di forma e colore simili a quelli già esistenti, non destano sospetti per essere tumori.

Oggi è accertato che la rimozione chirurgica di un neo non può indurre una trasformazione maligna. Se si pensa che la propria immagine sia in qualche modo ‘deturpata’ da un neo esteticamente sgradevole, è possibile farlo asportare con assoluta tranquillità, verificando che il chirurgo richieda l’esame microscopico (istologico), assolutamente indispensabile per una diagnosi sicura.

Se il dermatologo non è in grado di escludere il sospetto di tumore, deve consigliare la rimozione chirurgica del neo per avere la conferma diagnostica: l’osservazione protratta nel tempo di lesioni di dubbia natura può comportare il rischio di ritardare la diagnosi di melanoma.

IL NEO DISPLASTICO

Esiste una tipologia di neo, il cosiddetto nevo displastico o atipico, che è solitamente diverso dai nei considerati normali per: dimensioni maggiori, margini più irregolari, colore disomogeneo, e aspetto che può essere piatto con una parte rialzata rispetto alla superficie corporea; può essere considerato precursore del melanoma.
In mancanza di elementi certi è ragionevole consigliare un controllo periodico dal dermatologo.

LE FASI DEL MELANOMA

Il melanoma della cute è dovuto alla trasformazione maligna dei melanociti. Può comparire in qualunque distretto cutanea e in entrambi i sessi.

Il melanoma si sviluppa attraverso due fasi evolutive:

  1. fase di crescita orizzontale, in cui l’aggressività della malattia è più teorica che pratica;
  2. fase di crescita verticale, in cui assume caratteristiche di aggressività e può formare metastasi che sono la capacità delle cellule tumorali di diffondersi ad altri organi attraverso i vasi linfatici e/o i vasi sanguigni: nel primo caso raggiungono i linfonodi regionali (piccole strutture a forma di fagiolo localizzate in tutto il corpo lungo la rete dei vasi linfatici; si dicono regionali se sono nella “regione corporea” in cui è presente il melanoma), nel secondo possono raggiungere organi anche distanti dal melanoma che li ha originati quali: polmoni, fegato, ossa, cervello, ecc. La probabilità di diffusione delle cellule tumorali è tanto più elevata quanto maggiore è lo spessore massimo del tumore e quanto più sono presenti cellule tumorali in fase di mitosi (cellule in fase di divisione e replicazione).