QUALI SONO LE CAUSE DEL MELANOMA?

Non esiste certezza sulle cause della comparsa di un melanoma, ma sono stati individuati alcuni fattori, cosiddetti “di rischio” che predispongono allo sviluppo della malattia, quali ad esempio:

  • avere la carnagione chiara, e in particolare:
    • carnagione chiara con lentiggini che si scotta facilmente, che non si abbronza o si abbronza poco;
    • occhi azzurri o verdi o comunque chiari;
    • capelli rossi o biondi;
  • avere più di 50 nei (anche se in questo caso il rischio di ammalarsi è basso);
  • avere riportato gravi scottature da raggi solari soprattutto nell’infanzia e adolescenza;
  • intense e intermittenti esposizioni al sole che hanno provocato scottature;
  • esposizione frequente alle lampade abbronzanti prima dei 30 anni;
  • avere già avuto un melanoma e/o avere una storia familiare di melanoma;
  • avere un numero di nei >50

Il rischio di sviluppare un tumore è anche ereditario ed i nostri geni possono giocare un ruolo significativo. Coloro che siano a conoscenza della presenza di casi di melanoma nella propria famiglia e abbiano uno dei tipi di cute maggiormente a rischio (fototipo I e II) dovrebbe effettuare una visita dal dermatologo una volta l’anno. Un fattore di rischio molto importante per lo sviluppo di tumori cutanei è costituito dal sole e dai raggi UV.

Inoltre, alcuni farmaci aumentano la sensibilità della cute alla luce. Si tratta di un punto che dovrebbe essere discusso con il medico prima di esporsi al sole. Per esempio, le terapie immunosoppressive di lunga durata, come quelle effettuate da soggetti sottoposti a trapianto d’organo, aumentano il rischio di sviluppare un tumore cutaneo.

Nella luce solare ci sono i raggi ultravioletti (UV) che possono danneggiare la cute e causare alcuni tumori della pelle, tra cui il melanoma. I raggi UV si distinguono in UV-A e UV-B. I raggi UV-B hanno maggiori probabilità di provocare eritemi e ustioni solari rispetto ai raggi UV-A, ma questi possono penetrare negli strati cutanei più profondi. Gli scienziati hanno ritenuto per molto tempo che i raggi UV-B fossero la causa del melanoma, ma oggi sono propensi a credere che anche i raggi UV-A possano danneggiare la cute fino a sviluppare il cancro. Per tale motivo, i dermatologi raccomandano di usare creme solari che riflettono, assorbono e/o dissipano entrambi i tipi di radiazioni quando ci si espone al sole. L’uso delle creme solari protegge dalle scottature, ma ciò non deve indurre a esposizioni solari più prolungate ed eccessive, soprattutto per quanto riguarda i bambini.

Quando si parla di esposizione ‘eccessiva’ alla luce solare, si deve considerare che questo concetto è molto variabile, perché la quantità di raggi UV che può essere assorbita senza rischi dipende dai ‘colori’ dell’individuo espressi dai colori degli occhi, dei capelli e della carnagione e dalla sua capacità di abbronzarsi: questi fattori dipendono dalla popolazione di appartenenza. Pelle chiara, occhi chiari e scarsa capacità di abbronzarsi sono caratteristiche più frequenti nelle popolazioni nord-europee; pelle scura, occhi scuri ed elevata capacità di abbronzarsi sono più frequenti nelle popolazioni mediterranee. È stato osservato che in Europa il melanoma è molto più frequente nei paesi nordici, paesi dove è più alta la frequenza di soggetti con pelle e occhi chiari, che in quelli del Mediterraneo. In Italia i casi di melanoma sono più numerosi al nord rispetto al sud. Gli studi eseguiti sugli emigrati dimostrano che l’incidenza della malattia è alta ovunque siano emigrate popolazioni di origine nord-europea, mentre è bassa nei paesi in cui sono emigrate popolazioni mediterranee. Un esempio eclatante è rappresentato dall’Australia, paese in cui sono emigrati nel passato soggetti provenienti dall’Europa del nord; in Australia l’incidenza di melanoma è più di tre volte quella dell’Italia.

GLI SCHERMI SOLARI NELLE CREME GARANTISCONO UNA PROTEZIONE SICURA A LUNGO?

Un blocco completo delle radiazioni solari, nel senso letterale del termine, non esiste ancora. Una quantità variabile di radiazioni UV di lunghezza d’onda maggiore, cioè gli UVA, non vengono filtrati dagli attuali filtri solari nonostante esistano formulazioni con elevato fattore di protezione. L’effetto cumulativo di tali raggi che non vengono filtrati può portare alla formazione di tumori cutanei e ad un precoce invecchiamento cutaneo. Non si dovrebbe stare al sole troppo a lungo avendo la falsa impressione che i raggi ultravioletti siano completamente bloccati dai filtri solari. L’esposizione solare dovrebbe essere evitata nella fascia oraria che va dalle 11.00 del mattino e le 15.00, quando i raggi solari sono più forti.