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Il MELANOMA

Il melanoma è un tumore relativamente frequente ed è riferito in continuo aumento ma è  un tumore di cui oggi nessuno dovrebbe più morire.

Il melanoma compare quasi esclusivamente sulla pelle ed è quindi facilmente visibile anche da persone non esperte. E’ per questo che la maggior parte dei melanomi viene riconosciuto da colui che ne è affetto o dai sui familiari.
Se il melanoma viene riconosciuto quando è una lesione iniziale è guaribile nella quasi totalità dei casi, se riconosciuto in una fase avanzata, invece, è un tumore altamente aggressivo e particolarmente temibile.

Non esistono screening della popolazione: il test di screening consiste nel sottoporre a visita medica, per quanto riguarda la cute,  soggetti tra i 16 anni e gli 80 anni. Ciò prevedrebbe una progettazione e realizzazione sul territorio nazionale estremamente onerosa sul piano organizzativo e finanziario.

Sono stati condotti  screening di popolazione su soggetti ad alto rischio di melanoma ma non hanno fornito risultati rilevanti perché la maggior parte dei melanomi insorge in soggetti che non possiedono particolari criteri di rischio.

80%

Variazione del tasso di mortalità in 30 anni

20%

Sono invece le campagne di educazione sanitaria del pubblico che ottengono i risultati migliori per riconoscere un melanoma in fase iniziale.

Tali campagne sono tese a sensibilizzare la popolazione all’autoesame della pelle. Riscontrata una eventuale lesione pigmentata ”sospetta” il soggetto può facilmente sottoporsi a visita specialistica presso gli ambulatori di dermatologia di riferimento dopo aver coinvolto il proprio medico di medicina generale.

Il miglioramento in ambito diagnostico è documentato dal fatto che 30 anni fa moriva l’80% dei soggetti affetti da melanoma, mentre al giorno d’oggi  la frequenza di mortalità è inferiore al 20%.

TERAPIE ED EFFETTI COLLATERALI

L’asportazione chirurgica completa di una lesione sospetta di melanoma è la terapia di elezione.

La chirurgia è anche la terapia standard per le metastasi linfonodali da melanoma. Gli effetti collaterali della chirurgia sono rappresentati essenzialmente dall’ampiezza dell’intervento e dalla cicatrice che residuerà.

La dissezione linfonodale può danneggiare il sistema linfatico rallentando il flusso linfatico all’arto interessato e sviluppando linfedema.

La terapia farmacologica è utilizzata soprattutto nella malattia avanzata così come la terapia mirata a bersaglio molecolare e l‘immunoterapia.

Gli effetti collaterali della chemioterapia variano da soggetto a soggetto e, se a volte, sono spiacevoli sono controllabili con specifici farmaci.

La radioterapia è utilizzata in presenza di metastasi ossee e cerebrali. Gli effetti collaterali della radioterapia anche se fastidiosi (stanchezza e alopecia) scompaiono alla conclusione del trattamento.

COMUNICARE IN FAMIGLIA

Comunicare alla propria famiglia la diagnosi del melanoma

Non è facile comunicare ai propri familiari la diagnosi di melanoma che generalmente è percepito come carico di valenze negative. E’ molto variabile e individuale lo spettro delle emozioni che si scatenano nel paziente quando gli viene comunicata la diagnosi. A volte si instaura una iniziale negazione del fatto di avere un tumore e dover affrontare le cure. A volte il paziente tende a non condividere appieno con i familiari le proprie paure in riferimento alla malattia e alle sue conseguenze, come forma di protezione di se stesso e dei parenti dai forti sentimenti di angoscia, incertezza, paura e rabbia che possono ingenerarsi almeno inizialmente al momento della diagnosi.

Purtroppo, però, la mancanza di comunicazione può rendere ancor più difficile affrontare la malattia nel modo giusto e può contribuire ad accrescere la sensazione di solitudine della persona malata. Per i parenti il saper ascoltare è un modo per facilitare la comunicazione con la persona malata, lasciandola libera di esprimere solo quanto si sente di fare rispetto alla propria situazione, ma è fondamentale anche concedersi di manifestare le proprie emozioni, senza averne timore.

Quando un familiare si ammala di tumore, il dolore, l’angoscia e lo smarrimento possono prendere il sopravvento perché la malattia di una persona cara sollecita un meccanismo di identificazione attivando le paure di ammalarsi a propria volta e morire. Essere in difficoltà ingenera un senso di impotenza e si cerca di agire in qualche modo per superare lo smarrimento. La prima azione logica da fare è quella di “comunicare” con il proprio caro ammalato ascoltandolo, per ottime ragioni:

Parlare è il miglior modo di comunicare che abbiamo, anche se oltre al linguaggio verbale esistono molti altri modi per comunicare (baciarsi, abbracciarsi, prendersi la mano, ridere, disapprovare e anche: non parlare), ma gli altri modi di comunicare, seppure importanti, devono essere collegati al “parlare”.  Comunicare in modo opportuno consente al malato di aprirsi e parlare di se e del melanoma che gli è stato diagnosticato, in modo aperto e completo esprimendo anche necessità di condividere ulteriori informazioni e bisogni.
Parlando della sofferenza aiuta a lenirla. Quando si hanno dei problemi, parlare aiuta a sciogliere il peso interiore ed è utile per essere ascoltati. E’ possibile sopportare un carico di tensione fino ad un certo punto, non oltre, e parlare può essere di sollievo. Ciò significa che l’ascolto di ciò che ha da dire un malato è per lui di grande sollievo psicologico. Ascoltare le sue paure e stargli vicino dopo averle ascoltate, facendo capire che si accettano e comprendono tali paure aiuta anche a ridurre il senso di vergogna per la paura che si prova.

Per approfondimenti consultare il libretto della Collana del Girasole: “Non so cosa direi

Parlare del melanoma ai bambini e agli adolescenti

I bambini hanno il diritto di conoscere tutto ciò che avviene in famiglia e quindi anche di sapere se il padre o la madre ha una malattia seria. Tenerli all’oscuro è una mancanza di fiducia nei loro confronti Il modo migliore per comunicare con i bambini è un approccio schietto e onesto, perché anche i più piccoli percepiscono che qualcosa non va, e le fantasie che si sviluppano attorno a situazioni che non si capiscono possono essere di gran lunga peggiori della realtà. Tacere per proteggerli potrebbe indurli a sviluppare paure e angosce e a pensare che ciò che intuiscono possa essere troppo drammatico da affrontare.

I bambini tollerano meglio la verità, anche se può essere dolorosa piuttosto che l’ansia che deriva dall’incertezza di non sapere. L’importante è comunicare la verità nel modo più  appropriato alla loro età. Non è possibile evitare di rattristarli, ma se saranno condivisi con loro i sentimenti e saranno informati di ciò che sa accadendo si potrà evitare in loro il  senso di solitudine e la tristezza che ne deriva. I bambini possono sentirsi isolati se non sono informati e potrebbero pensare di non contare abbastanza per essere inclusi in una questione di carattere così strettamente familiare. I bambini percepiscono ciò che avviene intorno a loro anche se non capiscono il vero significato degli avvenimenti; se non è chiarita la situazione potrebbero sviluppare sentimenti di colpa per la malattia del genitore. Se i bambini conoscono la situazione possono contribuire a diminuire la tensione.
Gli adolescenti.
Gli adolescenti vivono un periodo della loro vita particolarmente complesso, una fase evolutiva in cui si provano sentimenti contrastanti verso i genitori, manifestando la loro rabbia e desiderio di autonomia anche attraverso parole e comportamenti spiacevoli. La malattia del genitore può accentuare la rabbia nei suoi confronti, portandoli a distaccarsi, ma al tempo stesso può alimentare le angosce, accentuando bisogni di attenzione e di accudimento.  Alcuni possono ribellarsi e si comportano in modo infantile, altri si fanno carico di responsabilità gravose, maturano in fretta, altri ancora tendono ad affrontare la situazione con disinvoltura.
Anche in questo caso, l’atteggiamento migliore è essere aperti e comunicare la verità cercando di evitare di trasmettere ansia.

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E’ online la nuova versione del libretto “Il Melanoma

Realizzato da AIMaC e da A.I.Ma.Me, con il determinante contributo del suo Comitato Scientifico composto da A.Testori (coordinatore), P. Ascierto, G. Botti, M. Maio, N. Mozzillo, G. Palmieri, P. Queirolo, C. R. Rossi, I. Stanganelli. [...]

Approfondimenti sul Melanoma

LA DIFFUSIONE DEL MELANOMA IN ITALIA E NEL MONDO Il melanoma costituisce circa il 5% di tutti i tumori maligni della pelle. Ogni anno sono diagnosticati circa 130.000 casi di melanoma nel mondo. In Italia [...]

Le Cause del Melanoma

QUALI SONO LE CAUSE DEL MELANOMA? Non esiste certezza sulle cause della comparsa di un melanoma, ma sono stati individuati alcuni fattori, cosiddetti “di rischio” che predispongono allo sviluppo della malattia, quali ad esempio: [...]

Fattori di rischio

I fattori di rischio di ammalare di melanoma più importanti sono: la predisposizione familiare, l’aver sofferto di un precedente melanoma, la presenza di più di 50 nei comuni sulla propria pelle, la presenza sulla pelle [...]

Segni e sintomi del melanoma

QUALI SONO I SEGNI E SINTOMI DEL MELANOMA? Al giorno d’oggi, le campagne di sensibilizzazione ed educazione, ha permesso di riconoscere il melanoma con sempre maggiore frequenza dalla persona che ne è affetta o [...]

Diagnosi e stadiazione del melanoma

E’ IMPORTANTE LA DIAGNOSI PRECOCE ? Ogni adulto dovrebbe sottoporsi almeno una volta nella vita ad un esame della cute da parte di un dermatologo esperto, anche o soprattutto in assenza di sintomi, al [...]

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